Faggi e sassifraghe in Valvestino

In Valvestino domina il faggio (Fagus sylvatica), con esemplari secolari e giganteschi; i primi si incontrano già ai 700 metri, ma è salendo in quota che si fanno più maestosi, come a malga Corva e malga Alvezza, o lungo i versanti che da Rest e Denai vanno verso il Tombea.
È una pianta mesofila, specie tipicamente montana, che non sopporta né il freddo né il caldo in misura eccessiva. Ma sulle roccette e sui massi vive, quasi nascosta ed irraggiungibile, anche una pianta rupicola, un'erba minuscola, la sassifraga ("capace di spaccare le pietre"), una vera attrazione per gli appassionati di botanica. È il simbolo della Valvestino e si presenta con varie specie: arachnoidea, caesia, mutata, paniculata, petraea e tombeanensis.


  • La sassifraga ragnatelosa (Saxifraga arachnoidea), scoperta nel 1804 da Kaspar von Sternberg, fu descritta per la prima volta da Giovanni Zantedeschi; è alta 7-15 cm., densamente ragnatelosa perché avvolta da lunga pubescenza bianca, con fiori di colore giallo pallido.

  • La sassifraga del monte Tombea (Saxifraga tombeanensis) fu scoperta dallo svizzero Boissier nel 1853; è alta 5-10 cm., con foglie verdi-grigiastre, carenate, con fiori bianchi spatolati.

  • La saxifraga caesia, finemente delineata, ha dei pulvini da cui si dipartono gambi sottili che reggono fiori di un bianco purissimo.


Le sassifraghe sono delle specie endemiche, vere e proprie rarità, ricercate e studiate dai botanici di tutto il mondo.


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