Da vedere la pieve di S. Maria, di San Sivino ed il museo archeologico a ManerbaManerba Da vedere

Si estende su un promontorio che, intorno alla rupe della Rocca (m. 215), domina il lago di Garda e la Valtenesi, raggiungendo a sud la punta S. Sivino, ad ovest i primi rilievi morenici e, a nord, oltre il rio d'Avigo e punta Belvedere, la spiaggia della Romantica. Cinque sono le frazioni del Comune di Manerba del Garda: Pieve, Balbiana, Montinelle, Gardoncino e Solarolo, che è sede del Municipio e della Pro loco (Via Garibaldi, 19 - tel. 0365/551121). Appartiene al territorio comunale anche l'isola di S. Biagio o "dei conigli".
Accanto all'agricoltura, che privilegia l'olivo e la vite, il turismo e il commercio costituiscono le principali attività economiche: numerosi sono i campeggi e gli alberghi.
Molti ristoranti offrono i prodotti tipici del luogo: pesce, vino, olio, tartufi.


Da vedere la pieve di S. Maria a Manerba del GardaManerba La pieve di S. Maria

Ancora abbastanza appartata nei pressi del lago di Garda e in zona centrale rispetto al suo vasto territorio su cui sono sparse le numerose chiese sussidiarie, sorse nei secc. VII-VIII su un tempio pagano e su un precedente edificio del V-VI sec., accanto a resti più antichi, forse appartenenti ad una villa romana. Ricostruita probabilmente nel sec. XI, è a tre navate divise da tre pilastri rettangolari che sorreggono archi a pieno centro.
La pieve è il monumento più importante per il periodo medioevale del comune di Manerba sul lago di Garda anche per la decorazione pittorica dell'interno. Vi sono conservati stupendi affreschi, tra cui il "Martirio di S. Orsola e compagne", del sec. XII, considerato un rarissimo esempio di pittura romanica, l'"Annunciazione", del sec. XIV, e la "Madonna in trono" fra i SS. Sivino e Rocco.


Da vedere la chiesetta di S. Sivino a ManerbaManerba La chiesetta di S. Sivino

Posta sul promontorio di S. Sivino, uno sperone roccioso prospiciente la riva del lago di Garda, ha un'unica navata con prospetto a capanna. L'interno è suddiviso in campate da archi a tutto sesto che reggono un tetto a vista. Nella parete esterna, verso sud, è murata la "pietra del patto del diavolo" cui è legata una curiosa leggenda: Attorno al 1200, giunse a Manerba un mugnaio. Il lavoro era continuo e gli affari andavano a gonfie vele perchè egli macinava il grano anche per metà della popolazione di Moniga del Garda.
Improvvisamente, però, gli venne a mancare l'acqua che alimentava il mulino. Dopo aver inutilmente pregato S. Sivino, il mugnaio decise di chiedere aiuto al diavolo, che gli si presentò sotto le spoglie prima di un frate poi di un nobile cavaliere, assicurandogli aiuto in cambio della sua anima dopo la morte. E fu così che in cambio del lavoro e della ricchezza, il mugnaio si vendette; il contratto venne regolarmente firmato: il mugnaio impresse la mano sul di una pietra, sil diavolo firmò con l'impronta del piede. L'acqua ritornò, gli affari ripresero ad andar bene per il mugnaio che aggiunse un'altra ruota al mulino.
Avvicinandosi alla morte, il mugnaio però cominciò a temere per la sua anima e, confessatosi, dopo aver promesso di regalare il mulino e il denaro alla chiesa, ottenne l'assoluzione. Grande fu allora l'ira del diavolo, che sconquassò quasi completamente la casa e se ne andò scornato facendo diventare paglia i soldi.
Così, sulla pietra del patto venne fatta incidere la croce, che ancora si può vedere insieme alle impronte della mano del mugnaio e del piede del diavolo.

Da vedere il Museo civico archeologico a Manerba in ValtenesiManerba Il Museo civico archeologico della Valtenesi

Il Museo civico archeologico è ubicato in piazza Simonati, a Montinelle di Manerba. Vi sono raccolti i reperti archeologici rinvenuti durante le campagne di scavo effettuate sulla Rocca tra il 1971 e il 1976, alla pieve di S. Maria tra il 1977 e il 1980 e al Riparo Valtenesi, sotto il Sasso, tra il 1976 e il 1983.
Interessante risulta la ricostruzione di una piattaforma funeraria del neolitico; sono pure esposti i corredi tombali: punte di freccia, aghi in rame, ceramica decorata ed una collana in steatite, rame e conchiglie.
Di grande interesse un deposito di 140 spilloni in bronzo di varie tipologie, reperti epigrafici, frammenti di mosaico e di intonaci parietali dipinti.