Il primo nucleo fortificato sorse in epoca antichissima sul colle di San Pietro, in corrispondenza di un guado fluviale che garantiva il collegamento tra la pianura e l'area prealpina. La città fu probabilmente fondata dagli Euganei o dai Reti; poi la dominarono Etruschi e Galli. Nel I sec. a. C. Verona, situata a pochi kms dal lago di Garda, venne conquistata dai Romani; nel 49 a. C. ottenne il diritto latino e divenne "municipium". Di conseguenza fu grande il suo sviluppo: così si arricchì di splendidi palazzi e si guadagnò l'appellativo di "Piccola Roma". L'attraversavano la Via Augusta (per Modena, Trento e la Germania), la Via Gallica (per Torino e Aquileia) e la Via Postumia (per la Liguria e l'Illiria). I traffici erano intensi, ma con le grandi invasioni barbariche tutto ebbe termine. Il re degli Ostrogoti, Teodorico, scelse Verona come sua dimora e sede del governo; anche i Longobardi e i Franchi se ne impossessarono. Nell'888 Berengario I, re d'Italia, s'accasò in riva all'Adige, regnandovi fino al 924, poi la città passò alla marca di Baviera, sotto Ottone I. Nel XII sec. Verona, divenne Comune retto da consoli.
Fu però con gli Scaligeri,, a partire dalla seconda metà del sec. XIII, che assunse una posizione di grande prestigio: la città fu abbellita, il territorio ingrandito. Verso la fine del XIV sec. Verona, passò ai Visconti di Milano, nei primi anni del XV sec. ai Carraresi di Padova, quindi a Venezia, sotto cui rimase fino al 1797, diventando un vivace centro artistico e culturale. Fu nel Cinquecento che l'architetto Michele Sanmicheli progettò l'assetto urbanistico, militare e civile, che condizionò lo sviluppo della città per oltre tre secoli. In particolare diede inizio agli interventi di sistemazione dell'area intorno all'Arena, destinata a diventare il nuovo cuore della vita cittadina. Con il Congresso di Vienna (1815) arrivarono gli Austriaci, che fecero della città una roccaforte militare: con Peschiera del Garda, Mantova e Legnago, Verona, fu il principale dei capisaldi del "Quadrilatero". Dopo la terza Guerra d'indipendenza (1866), ci fu l'annessione di tutto il Veneto all'Italia: anche Verona, ne seguì le sorti.
È la più ampia tra le chiese di Verona; eretta dai Domenicani tra il XIV ed il XV sec., sopra una chiesa preesistente, è ricchissima di opere d'arte, specialmente del periodo medievale. La prima, a sinistra dell'abside, è la cappella votiva della famiglia Cavalli, con un affresco di Altichiero, (1380 circa). Nella cappella Giusti è conservato uno dei più celebri affreschi del Pisanello, S. Giorgio che libera la principessa (1436-1438).
La piazza delle Erbe a Verona, si trova sul luogo in cui sorgeva l'antico foro romano, immersa in un'atmosfera medievale e rinascimentale, ospita un animato e pittoresco mercato. Da segnalare il palazzo Maffei (XVII sec.), con decorazioni barocche, sovrastato da una balaustra con statue di Ercole, Giove, Venere, Mercurio, Apollo e Minerva; la Torre del Gardello (XIV sec.); il Leone marciano, che troneggia su una colonna del XVI sec. nel mezzo della piazza; la Fontana di Madonna Verona (XIV sec.); la Casa dei Mercanti (XIV sec.), con merli e porticati; Casa Mazzanti già degli Scaligeri.
Attraverso l'Arco della Costa, da Piazza delle Erbe si giunge in Piazza dei Signori. Vi si ammirano la facciata della Domus Nova, in stile veneziano del XVII sec., la rinascimentale Loggia del Consiglio, il Palazzo degli Scaligeri, Signori di Verona, dal 1260 al 1387, il Palazzo della Ragione, o del Comune, di origine medievale (XII sec.), rinnovato poi in stile rinascimentale, sovrastato dalla Torre dei Lamberti (83 m.), con due campane, il Rengo e la Marangona, i cui rintocchi hanno scandito per secoli il ritmo della vita della città.
Delimitata dai Portoni della Bra, imponenti arcate merlate che si innalzano sulle mura cittadine erette da Gian Galeazzo Visconti, la piazza è il cuore della città. Vi si trovano i Giardini pubblici, con i monumenti a Vittorio Emanuele II e alla Libertà, antichi palazzi (i più noti: palazzo Malfatti, XVI sec.; palazzo Brognoligo, XV sec.; palazzo Gianfilippi, palazzo Barbieri, sede del Municipio) e l'Arena. Il nome le deriva da una spianata, un tempo antistante la città, che i Longobardi chiamarono Brada.