Breve storia di Tremosinetremosine

Una stazione preistorica fu individuata da Arturo Cozzaglio a Pieve di Tremosine, al sommo della salita del sentiero del porto; oggetti preistorici vennero alla luce in località Castello, Lis e Calvarice. Testimonianza di insediamenti di ipotesi etrusca è la lapide ritrovata nel campanile della chiesa di Voltino di Tremosine e oggi custodita a Brescia: essa, di cm 40 x 40, reca un'iscrizione bilingue, parte in caratteri latini, parte in caratteri indecifrabili. Fra le altre lapidi di epoca romana merita di essere ricordata quella ora murata nel capitello al bivio per Ustecchio; contemporaneamente ad essa furono ritrovate due ampie urne mortuarie con monete del I - II sec. d.C. Tremosine fu oggetto di contese tra Brescia e Trento fin dall'epoca longobarda. Una vera e propria guerra per il suo possesso scoppiò nella seconda metà del sec. XIII. Poi, col 1426, anche Tremosine passò sotto la dominazione della Serenissima. Col 1815 entrò a far parte del lombardo-veneto; nel 1859 divenne territorio sardo, nel 1861 terra del Regno d'Italia, al confine con l’Impero austro-ungarico fino al 1918.

Tremosione, da paese fabbrica a Paradiso del windsurf e della velacampione di tremosine

Campione occupa il piccolo conoide formato dal torrente omonimo, ai piedi della montagna strapiombante. Qui, per iniziativa di Giacomo Feltrinelli, sorse nel 1896 un cotonificio, con le case per gli operai, la scuola, il teatro, la chiesa, gli orti: un vero e proprio villaggio industriale, di cui restano ancora in evidenza le strutture principali. Con la chiusura della fabbrica, avvenuta nel 1981, la gente di Campione ha dovuto inventarsi una nuova economia: l'ha trovata nel turismo, grazie al vento che qui soffia costante. Così si sono sviluppati il windsurf e la vela, che attirano in ogni stagione moltissimi appassionati.

Il lago scomparso di TremosineTremosine Un lago scomparso

A Vesio di Tremosine, alle spalle della morena lasciata milioni di anni fa dal ghiacciaio, si apre il piccolo alveo del lago di Bondo. L'acqua è presente solo eccezionalmente, a seguito delle piogge più abbondanti che alimentano il torrente che scende da Nota e Tremalzo. Numerose sono le specie floristiche presenti, tanto che la Regione Lombardia vi ha istituito una Riserva naturale. C'è qui la possibilità di effettuare comode passeggiate a piedi o a cavallo. Per ogni informazione e riguardo ci si può rivolgere direttamente all'Azienda Agricola "La betulla" (tel. 0365 951060 o 951022), proprio all'imbocco della valle.