La storia di Moniga del GardaMoniga Curiosità Un po' di storia

Moniga del Garda conserva resti importanti di un villaggio palafitticolo databile all'età del Bronzo antico (1800-2000 a.C.) della cultura di Polada. Nell' 879 il paese è citato in un documento di Carlomanno; nella seconda metà del sec. XII divenne feudo di Ugone da Poncarale, nel 1196 fu donato da Arrigo VI ai monaci dell'abbazia di Leno.
Nel periodo compreso tra il 1426 e il 1797, Moniga del Garda e la Valtenesi passarono sotto il dominio della Repubblica di Venezia; con la costituzione del Governo provvisorio di Brescia furono poi aggregati al Cantone dei Colli, con capoluogo Lonato. Con il Congresso di Vienna anche Moniga passò all'Austria, cui restò legata fino al 1859. Dal 1928 al 1947 fu frazione del Comune di Padenghe.

Pedalando a MonigaPedalando a Moniga

Il percorso, totalmente pianeggiante, prende avvio dalla chiesa della Madonna della neve; attraversata per due volte la statale, si costeggia il monte delle Monache e si procede verso Solarolo, tra vigneti, oliveti e campi coltivati. Percorso il circuito, si può tornare verso il centro storico di Moniga del Garda, passare nei pressi del castello e della chiesa parrocchiale e tornare al punto di partenza. L'escursione segue un tracciato di km. 3,7, è contrassegnato con il n. 7 e denominato "Il cigno".

Villa Brunati di Moniga del GardaMoniga Villa Brunati

Il corpo della villa seicentesca, di proprietà privata, è a pianta lineare, con a piano terra un grande portico di nove campate con pilastri bugnati. La Villa Brunati di Moniga del Garda conserva pregevoli lunette nel sottoportico, affrescate da Ettore Tito, Alessandro Milesi, Beppe Ciardi, Luigi Nono, Giacomo Favretto, tutti affermati artisti della pittura veneziana a cavallo fra Otto e Novecento. La villa è circondata da un parco con alberi secolari.

La Madonna della neve a Moniga del GardaMoniga Chiesa della Madonna della neve

E' detta anche di S. Michele, dal nome della località in cui si trova, vicino al cimitero. Ad aula unica con prospetto a capanna, è la più recente delle chiese romaniche della Valtenesi, risalendo probabilmente alla seconda meà del sec. XVI. Le tre finestre e il pronao si possono ipotizzare costruiti nel secolo scorso.