Breve storia di ManerbaManerba Curiosità un po' di storia

Il territorio, abitato via via da gruppi di pescatori, cacciatori e allevatori, è ricchissimo di testimonianze preistoriche. I più antichi reperti (metà circa del quinto millennio a. C.) sono quelli scoperti al Riparo Valtenesi. Una vasta necropoli, con oltre cento tombe, risalente al periodo compreso tra l'età augustea e la fine del IV sec. d. C., è stata portata alla luce ai piedi della Rocca, alla cui storia è legata quella del paese. Nel 776 vi si svolse l'ultima resistenza dei Longobardi, condotti da Cacone, nipote del re Desiderio, contro i Franchi.
La Rocca passò poi agli Scaligeri, ai Visconti, ai Veneziani sino a quando, nel 1787, diventata covo di banditi, fu rasa al suolo per ordine del provveditore veneto Mario Soranzo.
Come il resto della provincia bresciana, Manerba del Garda fu territorio del Lombardo-Veneto a partire dal 1815; con la fine della II guerra d'indipendenza (1859) fu quindi parte del regno di Sardegna e, dal 1861, del regno d'Italia.

L'isola di San Biagio a ManerbaManerba All'isola di San Biagio

Posta di fronte a punta Belvedere, l'isoletta ha un'estensione di circa un ettaro.
Si presenta piuttosto piatta e coperta di vegetazione.
Adibita per alcuni decenni a poligono di tiro, può essere raggiunta a piedi lungo una cresta di sassi, a volte sommersa a volte affiorante, che si spinge fino agli scogli detti "dell'altare", forse perchè un tempo vi veniva celebrata, una volta all'anno, la S. Messa, cui assistevano tutt'intorno i pescatori, riuniti sulle loro barche.
Durante la stagione estiva l'isola di San Biagio a Manerba e gli scogli sono frequentati da numerosi turisti che soggiornano negli hotels di questa meravigliosa riviera gardesana.


La chiesa di S. Lucia a Manerba del GardaManerba La chiesa di S. Lucia

Particolarmente antica per il lago di Garda, risulta esistente già nel 1454. Ad un'unica navata con copertura lignea, presenta interessanti affreschi: sulle pareti, ex voto raffiguranti santi e Madonna goticheggianti; nell'arco trionfale l'Annunciazione; nell'abside, scene della Passione databili al sec. XVI.

La dea Minerva a Manerba

Il nome "Manerba" deriverebbe, secondo alcuni, da "vicus Minervae", quindi con riferimento al culto di Minerva, dea greca della sapienza e dell'olivo. Secondo la leggenda, Minerva avrebbe trovato ospitalità in questa zona sul lago di Garda insieme agli altri dei, travestiti da animali per sfuggire al gigante Tifone; qui, al centro della cosiddetta "Valle degli Ateniesi" (da cui, appunto, Valtenesi), la dea si sarebbe dedicata all'insegnamento della coltivazione dell'olivo e di "molte delle sue arti".