Numerosi materiali attribuibili all'età del Bronzo medio (XVI-XIII sec. a.C.) sono venuti alla luce nelle località La Quercia, Bor e Porto di Pacengo di Lazise. L'antica Lasitium, stazione portuale fin dall'epoca romana, appartenne nel sec. XI ai Bevilacqua, che vi costruirono un castello. Diventato Comune già nel 983 con Ottone di Sassonia, Lazise ebbe larga autonomia commerciale e militare, ampliata dagli imperatori successivi. Gli Scaligeri lo trasformarono in baluardo difensivo e vi costruirono l'arsenale, diventato a partire dal 1607, sotto il dominio della Serenissima, dogana, cui facevano capo l'olio, i grani, i panni, la carta, le ferrarezze commerciati sul lago di garda e sull'Adige. Il paese assunse così una grande importanza commerciale. Passato il periodo napoleonico, anche Lazise fu soggetto all'Austria dal 1815 al 1866 quando, con la conclusione della terza guerra d'indipendenza e il successivo plebiscito, passò al regno d'Italia.
Aggregato al Comune di Lazise soltanto dal 1811, conserva la chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista, riedificata alla fine del sec. XVIII, in stile neoclassico, su disegno dell'architetto Leonardo Rossi; interessanti sono l'altare maggiore e alcuni dipinti di Pio Piatti e Marcantonio Bassetti. Da segnalare le ville Gemma Brenzoni (sec. XVIII-XIX), Balladoro De Beni (sec. XVIII) e Alberti (sec. XIX) circondate da suggestivi giardini.
Frazione del Comune di Lazise, 3 km. più a sud del capoluogo, è un villaggio suggestivo, circondato dal verde di immensi parchi dai quali risaltano villa Miniscalchi (sec. XVIII), villa Da Sacco (sec. XVI), villa Fumanelli (secc. XVII-XVIII). Da ricordare il santuario della Madonna della neve (sec. XVII) e la chiesa parrocchiale, sotto il titolo di Santa Maria e di S. Giorgio, rifatta nel sec. XVIII.
Circa 500 m. al largo del porticciolo nuovo di Lazise, su un fondale fangoso del Lago di Garda digradante tra i 24 ed i 27 m., è ubicato il relitto di una galea veneziana, lunga m. 30 e larga m. 3 circa. Secondo studi recenti, l'imbarcazione fu incendiata ed affondata, appesantendone la stiva con del pietrame, dal capitano del lago Zuane Moro nel maggio 1509, dopo la sconfitta dell'esercito veneziano ad Agnadello.